Commercio elettronico diretto, cambiano le regole per la territorialità dell’IVA

business_to_consumerÈ stato pubblicato sulla “Gazzetta Ufficiale” n. 90 del 18 aprile scorso, il decreto legislativo n. 42 del 2015, che recepisce le nuove regole comunitarie in materia di territorialità dell’IVA riferite alle prestazioni di servizi elettronici, di telecomunicazione e teleradiodiffusione rese nei confronti di committenti non soggetti passivi d’imposta (cd. B2C).

Il provvedimento attua la direttiva 2008/8/CE, che modifica le precedenti diposizioni di cui alla direttiva 2006/112/CE proprio per ciò che concerne il luogo delle prestazioni di servizi, e stabilisce che, a partire dal 1° gennaio 2015, i servizi sul cosiddetto commercio elettronico “diretto” siano territorialmente rilevanti ai fini dell’IVA nello Stato comunitario dove è stabilito il committente.

Per commercio elettronico diretto devono intendersi le cessioni di beni e servizi virtuali rese mediante il web, lo smartphone e il tablet. Le disposizioni del decreto legislativo in argomento entrano in vigore dal 3 maggio 2015 ma con effetto retroattivo sia dal 1/1/2015.

Il citato provvedimento sostituisce le lettere f) e g) dell’articolo 7-sexies del DPR 633/1972 e abroga le lettere h) ed i) dell’articolo 7-septies, oltre a riscrivere completamente l’articolo 74-quinquies relativo alla disciplina prevista per le operazioni di e-commerce poste in essere dalle imprese extracomunitarie. Pertanto, con riferimento ai suddetti servizi di commercio elettronico “diretto” (ad esempio vendita di software la cui consegna avviene direttamente tramite web e non attraverso l’utilizzo di canali tradizionali) nei confronti di soggetti privati comunitari è, ora, previsto che essi diventino territorialmente rilevanti ai fini IVA nello Stato comunitario dove il committente è stabilito oppure ha il proprio domicilio o residenza, proprio a partire dalle operazioni poste in essere dal 1° gennaio 2015.

Ne deriva che gli operatori, che prestano i suddetti servizi nei confronti di soggetti privati comunitari, dovranno identificarsi ai fini IVA nello Stato membro del consumatore, ai fini dell’applicazione dell’Imposta. Dalla stessa data, la direttiva 2008/8/Ce ha istituito il regime MOSS (Mini one stop shopping), finalizzato proprio a far fronte alle difficoltà operative derivanti dall’introduzione delle nuove regole comunitarie. Si tratta di un regime speciale IVA che permette una notevole semplificazione delle procedure dato che il prestatore non deve identificarsi ai fini dell’Imposta in ogni stato membro di consumo, ma è sufficiente che si registri al MOSS in uno di essi perché poi le dichiarazioni IVA relative ai servizi prestati in tutta l’Unione europea vengano trasmesse dallo Stato UE di identificazione ai singoli Stati UE di consumo.

In alternativa (in quanto l’adesione al MOSS è facoltativa) resta valido il regime IVA ordinario, che prevede che gli obblighi fiscali per prestazioni svolte da non residenti all’interno del territorio di uno Stato membro, verso consumatori non soggetti passivi IVA, ricadano sui prestatori, che possono scegliere di adempiere direttamente, tramite identificazione nello Stato membro tramite rappresentante fiscale.

 

 

 

 

Locazioni, imposta di registro solo con F24 Elide (Elementi Identificativi) dal 1/1/2015

mod_F24_elideLocazioni, imposta di registro solo con F24 Elide (Elementi Identificativi) dal 1/1/2015

di Antonio Gentile

 

 

Sin dall’inizio del 2015 l’utilizzo del modello F23 storicamente utilizzato per il versamento delle imposte connesse alla registrazione del contratto di locazione va definitivamente in pensione.
Dovrà essere utilizzato, in sua sostituzione, esclusivamente il modello “F24 ELIDE”.

A partire dal 1° gennaio 2015, quindi, le imposte connesse alla registrazione del contratto di locazione e
affitto
(imposta di registro, tributi speciali e compensi, imposta di bollo e relativi sanzioni ed interessi) dovranno essere versate mediante il modello “F24 versamenti con elementi identificativi” (F24 ELIDE), in luogo del modello F23, utilizzando i codici tributo appositamente istituiti dall’Agenzia delle Entrate ed indicati nella Risoluzione n. 14/E del 24.01.2014.

È, infatti, concluso il periodo transitorio previsto dal provvedimento delle Entrate del 3 gennaio 2014 in cui potevano essere utilizzati entrambi i modelli, periodo che andava dal 1°febbraio 2014 al 31 dicembre 2014, per cui dal 1° gennaio 2015 valgono solo le nuove regole.

 

 

VERSAMENTO IMPOSTE RELATIVE AI
CONTRATTI DI LOCAZIONE

imposta di registro

imposta di bollo

tributi speciali e compensi

sanzioni e interessi

Fino al

31 Gennaio 2014:

 

Modello F23

Dal 1° Febbraio 2014

al 31 Dicembre 2014:

Modello F23

o, alternativamente, il Modello F24
ELIDE (Elementi Identificativi)

Dal 1° Gennaio 2015:

 

Esclusivamente il Modello F24 ELIDE

I codici tributo del Modello F24 ELIDE da utilizzare

Per consentire il versamento, mediante il modello F24 Elide, dell’imposta di registro, dei tributi speciali e dei compensi, dell’imposta di bollo, delle sanzioni e degli interessi dovuti in caso di locazioni immobiliari, l’Agenzia delle Entrate ha istituito, con la Risoluzione n. 14/E del 24 gennaio 2014, i codici tributo da indicare nel modello di pagamento. I codici tributo sono i seguenti:

 

 

1500

Imposta di registro per prima registrazione

1501

Imposta di registro per annualità successive

1502

Imposta di registro per cessioni del contratto

1503

Imposta di registro per risoluzioni del contratto

1504

Imposta di registro per proroghe del contratto

1505

Imposta di bollo

1506

Tributi speciali e compensi

1507

Sanzioni da ravvedimento per tardiva prima registrazione

1508

Interessi da ravvedimento per tardiva prima registrazione

1509

Sanzioni da ravvedimento per tardivo versamento di annualità e adempimenti successivi

1510

Interessi da ravvedimento per tardivo versamento di annualità e adempimenti successivi

Con la medesima Risoluzione (la n. 14/E/2014) l’Agenzia delle Entrate ha istituito anche i codici tributo per il versamento delle somme dovute a seguito di avvisi di liquidazione emessi dagli Uffici. Si riportano anch’essi nella tabella allestita qui di seguito:


A135

Imposta di registro – Avviso di liquidazione dell’imposta

A136

Imposta di bollo –  Avviso di liquidazione dell’imposta

A137

Sanzioni – Avviso di liquidazione dell’imposta

A138

Interessi –  Avviso di liquidazione dell’imposta